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RIZOARTROSI - ARTROSI TRAPEZIOMETACARPALE

L'artrosi degenerativa dell'articolazione carpometacarpale (CMC) del pollice si verifica più frequentemente nelle donne di età compresa tra i 40 e i 70 anni. Si pensa che la varietà idiopatica sia dovuta a fattori anatomici (forma dell'articolazione e lassità legamentosa) che predispongono l'articolazione ad instabilità, forze di attrito e, conseguentemente, cambiamenti degenerativi. 

Sintomi clinici
Il sinotmi pià comune è il dolore alla base del pollice durante le prese di forza e pulpare. Il dolore si può iradiare prossimalmente al polso e all'avambraccio. Sovente viene lamentata una riduzione della forza di presa. I pazienti talvolta possono notare instabilità, un "blocco", o uno "scatto" in certi movimenti. Manifestazioni tardive sono rigidità dell'articolazione CMC in adduzione con iperestensione secondaria della metacarpofalangea (MF). 
La sindrome del tunnel carpale può coesistere o mimare i sintomi dell'artrosi della CMC.

Esame obiettivo
Il segno distintivo è la dolorabilità dell'articolazione nella regione alla base del pollice sul versante palmare e radiale. La manipolazione dell'articolazione CMC, con un contemporaneo carico longitudinale  (compressione), causa dolore e sovente crepitii o instabilità. Il "Watson stress test" riproduce facilmente il dolore dell'artrite della CMC. 

Esami diagnostici
Le radiografie in anteroposteriore e laterale del pollice mostrano un assottigliamento dello spazio articolare, sclerosi subcondrale e diversi gradi di sublussazione o dislocazione dell'articolazione CMC.

Trattamento
Il trattamento iniziale in fase acuta dovrebbe consistere nell'immobilizzare il pollice in un tutore e nell'uso di FANS (farmacai antinifiammatori non steroidei) per controllare il dolore. Se si ripresentano i sintomi, è utile continuare l'utilizzo del tutore per periodi intermittenti. 
Se il trattamento con il tutore non si rivela efficace, bisognerebbe procede a una infiltrazione intra-articolare con ossigeno-ozono, corticosteroidi o acido ialuronico. Sebbene l'infiltrazione non alteri la normale evoluzione della patologia, molti pazienti riferiscono sollievo dal dolore che dura diversi mesi dopo ogni somministrazione.

Il fallimento del trattamento conservativo indica la necessità di una rivalutazione clinica ed eventuale soluzione chirurgica

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Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Dott. Alberto Astone
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